Il codice sulla crisi d’impresa che ti aiuta ad evitare le crisi

IL NUOVO CODICE SULLA CRISI D'IMPRESA
CHE TI AIUTA AD EVITARE LE CRISI D'IMPRESA

Il nuovo codice sulla crisi d'impresa, dopo oltre 70 anni, ha rimodernato la disciplina fallimentare dando l'opportunità di gestire in modo sano le aziende. Sono le aziende - e la loro solidità - il fulcro del nuovo codice, che rappresenta un'occasione per permettere la diagnosi precoce delle difficoltà che si possono incontrare e garantire quindi la continuità aziendale.

Sono le aziende - e la loro solidità - il fulcro del nuovo codice e la normativa è sì un'obbligo ma soprattutto un'occasione per permettere la diagnosi precoce delle difficoltà che si possono incontrare e garantire quindi la continuità aziendale

COSA DICE IL CODICE?

  • Articolo 375: "l'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituite un assetto organizzativo, amministrativo, e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa anche in funzione della rilveazione tempestiva della crisi d'impresa, e della perdita di continuità aziendale, nonchè di attivarsi senza indugio per l'adozione e al'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale" 
  • L'articolo 379  stabilisce l'obbligo di nomina dell'organi di controllo nei seguenti casi:
    • società tenuta alla redazione del bilancio consolidato
    • società esercitante il controllo su una società obbligata alla revisione legale dei conti
    • superamento per due esercizi consecutivi di almeno uno dei seguenti limiti
      • totale dell'attivo patrimoniale: 4.000.000 €
      • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4.000.000 €
      • dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità.

Per maggiori informazioni è possibile consultare l'intero testo riguardante la Crisi d'Impresa a questo link: www.altalex.com/codice-crisi-impresa


COSA SIGNIFICA PER LE IMPRESE?

L'ampia copertura di aziende interessate dal provvedimento è volta a favorire il risanamento delle imprese che si trovano in una situazione temporanea di crisi e dall'altra parte di rendere rapida e meno onerosa l’uscita dal mercato delle aziende che decidono di chiudere.

I "sintomi" della crisi sono contenuti nel bilancio aziendale e fungono da innesco per l'applicazione della normativa. Gli organi di controllo rilevano, e se necessario denunciano, il superamento delle soglie di attenzione, attivando le “procedure di allerta” per rientrare nei valori normali. 

La rilevazione (e la prevenzione ) della crisi prevede infatti alcuni strumenti di allerta: oneri di segnalazione posti a carico di alcuni soggetti qualificati che concorrono al perseguimento di una precoce rilevazione della crisi dell’impresa, in vista della tempestiva adozione delle misure idonee a superarla o regolarla.

Sono indicatori della Crisi d’Impresa gli squilibri di carattere:

  • Reddituale
  • Patrimoniale
  • Finanziario

Gli squilibri vanno rapportati sia alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale sia in relazione alla data di costituzione e di inizio dell’attività.

Gli indici devono dare evidenza:

  • della sostenibilità dei debiti dell'impresa per almeno i 6 mesi successivi
  • delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o per i 6 mesi successivi quando la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione è inferiore a 6 mesi

La normativa rappresenta un importante passo avanti per supportare le aziende italiane e allinearci all'Europa, che sarà al regime al 100 dal 15 agosto 2020, data da cui inizia l'obbligo di segnalazione da parte dei soggetti qualificati all’OCRI Organismo di composizione della crisi d'impresa)


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